Lecco

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Cosa vedere

Lungolago: si snoda per alcuni chilometri abbracciando tutta la zona costiera. Il paesaggio che si apre camminando sul lungolago lecchese offre diverse vedute sul lago e sulle montagne circostanti, ognuna con il suo fascino. A partire dalla centralissima piazza Cermenati, che si affaccia sul golfo di Lecco, a sinistra si procede verso la piattaforma a lago, il monumento ai Caduti dove si trova un’area giochi per bambini, mentre a destra ci si incammina lungo la passeggiata per il tratto più lungo del lungolago che porta fino alla zona S. Stefano.

Palazzo delle Paure: si trova nel centro storico di Lecco, in piazza XX Settembre, e si affaccia sul lungolago e su piazza Cermenati. Costruito all’inizio del Novecento, in stile eclettico neo-medievale, è stato edificato in un tratto della vecchia cinta muraria del borgo fortificato e fino al 1964 è stata sede dell’Intendenza di Finanza. I lecchesi vi si recavano per pagare le tasse, da qui il nome Palazzo delle Paure, che per i lecchesi in dialetto è “Palazz di pagür”. All’interno si trovano collezioni d’arte temporanee e permanenti e un osservatorio alpinistico.

Villa Manzoni: si trova poco distante dal centro di Lecco, nel rione del Caleotto, ed è appartenuta alla famiglia Manzoni dal 1615 fino al 1818, quando lo stesso Alessandro la vendette alla famiglia Scola. Per Alessandro la villa è stata la casa dove ha trascorso la sua infanzia e giovinezza prima di andare a Parigi dalla madre Giulia Beccaria. Proprio da queste stanze poteva ammirare la splendida cornice delle montagne lecchesi e godere del dolce fluire delle acque del fiume Adda e del lago di Como: un territorio che ha ispirato lo scrittore facendolo diventare lo scenario di una delle storie d’amore più conosciuta al mondo.

Palazzo Belgioioso: è un ricco polo museale di storia, natura, archeologia. È un pregevole edificio del tardo Settecento a forma di U che si apre sul giardino interno, parco comunale e ospita:

Il Museo di Storia Naturale, che conserva l’allestimento originario dei primi decenni del Novecento ed è articolato nella sezione zoologica e mineralogica.

Il Museo Archeologico, nel quale sono esposti in ordine cronologico i reperti provenienti dal territorio a partire dal Paleolitico fino all’Alto Medioevo.

Il Museo Storico, con una ricca collezione di documenti originali di diverso genere, armi e divise riguardanti la Storia moderna e contemporanea del territorio lecchese.

La Storia del paese

L’origine del toponimo Lecco non è certa, ma probabilmente è di provenienza celtica che si collega a Lech o Loch e cioè lago. Leucos fu il nome dato dai Galli che abitarono queste zone sino all’epoca romana, i quali trasformarono la denominazione in Leucum, intorno al 200 a.C.

Nel 2005 ai Piani d’Erna alcuni scavi hanno portato alla luce il più antico sito di produzione metallurgica dell’intero arco alpino.

Durante l’alto Medioevo la zona dei dintorni di Lecco acquista una notevole importanza militare. Punto nodale di diverse vie che mettevano in comunicazione l’attuale Lombardia con i territori d’Oltralpe, la regione diviene teatro di scontri e battaglie decisive.

Nel 1117 scoppiò una lunga guerra, durata 10 anni, che vide contrapposti molti paesi dei laghi di Como e di Lugano contro Milano, di cui Lecco era alleata.

Lecco rimase coinvolta nelle lotte tra le potenti famiglie milanesi dei Visconti e dei Torriani. Le lotte portarono Matteo I Visconti a distruggere il borgo dando ordine che non risorgesse mai più (1296). Nonostante la distruzione, Lecco venne però ricostruita e riconquistata da Azzone Visconti. Questi fece edificare il ponte tuttora esistente che da lui ha preso il nome e, considerando l’importanza strategica della zona posta al confine con il territorio di Venezia, ne fortificò il borgo.

Con la caduta del Ducato di Milano, Lecco passò alla Spagna e, sotto Carlo V, venne trasformata in una piazzaforte militare.

Il periodo del Regno Lombardo-Veneto conobbe effetti positivi sulla storia di Lecco: in questi anni si collocano numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo del territorio, come l’introduzione di una burocrazia efficiente, l’incremento del catasto e lo sviluppo industriale che portarono a un diffuso benessere; l’industria serica, tradizionale nell’area, venne meccanizzata con l’uso del vapore e crebbe la tradizionale lavorazione del ferro, dando vita a grandi Industrie meccaniche, come la Badoni, che domineranno il mercato italiano per tutto il XX secolo.

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