Castello dell’Innominato: anche detto castello di Somasca, o rocca di Vercurago, è un complesso fortificato risalente al XIV secolo, di cui oggi si conservano intatti il muro perimetrale, parte dei bastioni difensivi e alcune torri. Gli spazi coperti e le cappelle presenti sulla sommità sono stati in gran parte ricostruiti in tempi successivi. La tradizione vuole che la fortezza fosse stata una delle residenze di Francesco Bernardino Visconti, che apparteneva a una delle più importanti famiglie nobili milanesi, ma che si era macchiato di reati gravissimi. Fu a lui che Alessandro Manzoni si ispirò nei Promessi Sposi per la creazione del nobile e ignoto personaggio dell’Innominato.
Il nome Vercurago rivela origini celtiche. Una strada romana, diramazione della Bergamo-Como, passava da Vercurago sul percorso per Lecco.
Il castello era forse in origine una torre di segnalazione di un sistema di fortificazioni carolingio.
Nel secolo XIII la fortezza fu dei Benaglio, famiglia guelfa egemone. Al periodo delle lotte guelfo-ghibelline risale la scomparsa delle località contigue a Vercurago di Cremellina e Cornedo, così come l’abbattimento del castello (definitivo nel 1509).
Dopo aspre battaglie combattute da eserciti comandati volta a volta dai più celebri Capitani di ventura dell’epoca, il territorio passa alla Repubblica Veneta, e Vercurago diventa località di confine, provvista di una dogana, attiva sino alla caduta della Serenissima nel 1797.
Dopo la stagnazione demografica seicentesca, il paese si riprende nel Settecento, mentre agli inizi dell’Ottocento, con l’attivazione delle prime filande, inizia un graduale processo di industrializzazione proseguito con le torniture in legno a fine Ottocento, e con la costruzione del grande complesso industriale della Pirelli nel 1917.